Verifiche RCD
Interpretare correttamente i risultati ed evitare falsi allarmi
Gli interruttori differenziali sono tra i dispositivi di sicurezza più importanti degli impianti elettrici. Tuttavia, nella pratica, procedure di verifica errate o interpretazioni errate portano spesso a reclami inutili. Uno sguardo attento alle disposizioni normative fa chiarezza.
Gli interruttori differenziali, noti anche come RCD, sono un elemento di sicurezza fondamentale negli impianti elettrici. Nella pratica, tuttavia, si verificano spesso segnalazioni secondo cui un RCD sarebbe difettoso perché non si è attivato durante una prova. Spesso, però, si riscontra che la prova è stata eseguita con una corrente di guasto troppo debole oppure che il comportamento di intervento è stato interpretato in modo errato.
I requisiti relativi alla corrente di intervento e al tempo di intervento degli RCD sono definiti nelle norme EN 61008, EN 62423 e nella trasposizione nazionale VDE 0664. La corrente nominale di guasto IΔn, ad esempio 30 mA o 300 mA, non rappresenta un valore di intervento fisso, bensì un valore di progetto con tolleranze definite.
È normativamente ammesso un intervallo di intervento compreso tra 0,35×IΔn e 1,4×IΔn. Un interruttore differenziale di tipo A non deve intervenire al di sotto di 0,35×IΔn e deve effettuare il disinnesto al più tardi al superamento di 1,4×IΔn. Nel caso di un interruttore differenziale di tipo A da 30 mA, ciò significa che la mancata disinserzione con una corrente di prova di circa 12 mA è perfettamente conforme alla norma e non indica un difetto.
Anche per quanto riguarda il tempo di intervento si tratta di valori limite e non di tempi nominali. Per gli interruttori differenziali di tipo A senza ritardo, secondo le norme EN 61008 e EN 62423, valgono tempi di intervento massimi di 300 ms a 1×IΔn, 150 ms a 2×IΔn e 40 ms a 5×IΔn.
I falsi allarmi sono spesso causati da procedure di prova inadeguate o da impostazioni errate dello strumento di misura. È quindi fondamentale impostare il tipo corretto di interruttore differenziale, conoscere i valori limite applicabili e interpretare correttamente i risultati delle misurazioni. In questo modo è possibile evitare diagnosi errate e sostituzioni non necessarie.
Quadro di controllo RCD